La situazione in Medio Oriente raccontata da Antonella Appiano

Antonella Appiano

Giornalista specializzata in Medio Oriente e Islam. Analista, ricercatrice e scrittrice. Ricercatrice e studiosa accademica dei Paesi Arabi, del Medio Oriente e dei temi legati all’Islam, del dialogo inter-religioso e interculturale.

Fabrizio Ciancio intervista Antonella Appiano, giornalista professionista, Continua a leggere

Glauco Benigni Spiega – Cos’è e Perché…si Censura?

Glauco Benigni

Nato nel 1950 a Roma, Glauco Benigni si è laureato in Sociologia con il massimo dei voti e una tesi sulle comunicazioni di massa nel 1976.
E' stato docente di Global Communications presso alcune Universita' private di Roma. Continua a leggere

Esclusiva! – Per la Rubrica: Tutta la verità in Siria, Padre Bahjat in breve ci racconta. VS Nuovo Attacco.

Padre Bahjat Elia Karakach

Padre Francescano della Custodia di Terra Santa, superiore del convento dedicato alla conversione di san Paolo, la parrocchia principale di rito latino della Capitale, a Damasco.

In Esclusiva per MEDIALEAKS.it, per la Rubrica: Tutta la Verità Continua a leggere

Le Munizioni al Cancro: Gli USA ammettono, si le stiamo utilizzando in Siria.

Avevano promesso di non usare munizioni all’uranio impoverito nell’azione militare in Siria, ma il Governo USA ha appena ammesso il contrario, migliaia di munizioni radioattive sono state sparate nel territorio Siriano. Questo è quanto riferiscono le riviste Foreign Policy e Airwars:

 “Il portavoce Maj. Josh Jacques, del Comando Centrale statunitense (CENTCOM), ha riferito che tra il 16 novembre e il 22 novembre 2015 sono stati sparati 5,265 nastri di proiettili da 30 mm contenenti  uranio impoverito (DU) da aerei di tipo A-10 della US Air Force, che hanno distrutto circa 350 veicoli nel deserto orientale del paese“.

Ricordiamo bene quanto affermò invece il portavoce dell’Inherent Resolve John Moore sempre nel 2015:

“I Caccia americani e della coalizione non hanno e non utilizzeranno munizioni con uranio impoverito in Iraq o Siria durante l’operazione Inherent Resolve”.

Beh, ora sappiamo che è stata una menzogna, forse delle tante.

Numerosi studi hanno provato che l’uranio impoverito è molto dannoso quando la polvere viene inalata dalla vittima. Un studio di University of Southern Maine ha  scoperto  che il DU danneggia il DNA nelle cellule polmonari umane. La squadra, guidata da John Pierce Wise, ha esposto colture di cellule a composti di uranio a diverse concentrazioni, così come si evince da quanto pubblicato da loro nella rivista Chemical Research in Toxicology:

 “I composti causarono interruzioni nei cromosomi all’interno delle cellule e impedirono loro di crescere e di dividersi in modo sano. Questi dati suggeriscono che l’esposizione al particolato DU può rappresentare un rischio significativo di danni al DNA e potrebbe causare un cancro al polmone”.

Ci dovremmo ricordare inoltre che oggi gli Stati Uniti sono mobilitati in attività militari proprio in Siria, in palese violazione della legge Internazionale e Statunitense.

Infatti non esiste un’autorizzazione del Congresso per l’azione Militare intrapresa contro L’ISIS o altri Regimi considerati Dittatoriali in Siria, e pure le Nazioni Unite non hanno autorizzato alcun uso di forza militare in violazione della sovranità nazionale Siriana.

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Ocse & Eurostat – Salari degli Italiani fermi da 10 anni.

A quanto sembra, i dati sono sconcertanti, è più che doppio il fardello Italiano che salta fuori dall’ultimo report Ocse “Tax Wages” sul costo del lavoro in Europa, il cuneo Fiscale e Contributivo è da spavento e non accenna a calare, anzi.

Il Risultato, tutto Italiano, è che le aziende Italiane pagano fior di retribuzioni lorde ma i lavoratori si devono accontentare di stipendi che sono al netto, pari alla metà. Con l’ulteriore verità che, nel confronto con la Spagna, perdiamo, assurdo? No non è così.

Lo dicono i dati Eurostat, come ha spiegato in un contributo abbastanza recente la sociologa Chiara Saraceno:

Di fatto le retribuzioni dei lavoratori Italiani sono rimaste ferme nell’ultimo decennio, al punto tale da non mettere al riparo dal rischio di povertà.

Giusto di ieri i numeri riferiti dall’OCSE attraverso il suo rapporto, definendo la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro, e il reddito netto che viene percepito dai dipendenti, indicando nel solo 2017 il cuneo fiscale che pesa sui lavoratori e datori di lavoro in una percentuale atroce del 47,7% in Italia, con cali irrisori del 0.09% rispetto il 2016.

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