La situazione in Medio Oriente raccontata da Antonella Appiano

Nicolò Gebbia – In Siria mandiamoci gli Alpini!

Nicolò Gebbia

Ex Generale in Pensione dell'Arma dei Carabinieri, La sa lunga sulla Massoneria e altri avvenimenti spinosi accaduti in Italia e non solo.

Leggo sul Fatto Quotidiano che alla facoltà di Sociologia di Trento, molti studenti di lingua tedesca protestano per il prossimo raduno nazionale degli alpini , che si terrà fra breve nella loro città, e parlano di cappelli alpini e relative penne ‘insanguinati’, nonché di provocazione fascista.Dicono di non sentirsi italiani, ma trentino-tirolesi. Io invece affermo che essi sono anzitutto NAZISTI, nell’accezione più propria del termine. 

Evidentemente quella facoltà è ancora infestata dai cattivi maestri che formarono Renato Curcio e tanti altri brigatisti! Vorrei fare riflettere codesti camerati in camicia bruna sul fatto che gli alpini delle adunate non hanno ormai alcun legame con quelli in servizio, tutti nati a sud di Roma, e volgarmente detti gli alpini napoletani. Da quando la leva obbligatoria è stata sospesa da Berlusconi, infatti, nessun polentone si arruola più come volontario, e l’onere di difendere l’Italia riposa solo sulle spalle di noi terroni. Gli alpini delle adunate nazionali sono al 99 per cento animati dallo stesso spirito carnascialesco che anima i kayseryager ed i kayserschutzen austriaci, che indubbiamente indossano uniformi variopinte molto più suggestive, e che non si ubriacano mai, a differenza degli alpini.Questi ultimi però hanno dalla loro parte un civismo raro, che li porta a lasciare ,nelle città ospiti , memoria positiva del loro passaggio
con lavori di pubblica utilità.Questa volta suggerisco loro di fare un’eccezione, e di lasciare davanti al portone d’ingresso della facoltà di sociologia una abbondante testimonianza scatologica .Circa lo spirito di corpo che li anima , comunque, esso è tutt’altro che guerrafondaio. Nati quando l’Italia era già stata fatta per imitare i nostri alleati austriaci( Triplice Alleanza) che nel 1870 avevano varato i landersschutzen, ebbero il battesimo del fuoco solo nel 1911, nei deserti libici . Ma fu durante la prima guerra mondiale che maturarono il loro proverbiale spirito di corpo, per sopravvivere agli scellerati ordini di uno Stato Maggiore indifferente alla quantità di perdite subite. La prova migliore si ebbe sul Grappa, dove gli alpini si rifiutarono di uscire dalle trincee per non essere sterminati dalle mitragliatrici austriache, e fu necessario sostituirli con i sardi della brigata Sassari, che consideravano un grande onore morire per la patria. Questione di punti di vista, e gli alpini di allora sono i nonni dei leghisti di Zaia, tanto attratti dalla prospettiva di una secessione opportunistica. Anche l’epopea della ARMIR, la spedizione in Russia, mentre per la Cavalleria può vantare la vittoria di Isbuscenskij del reggimento Savoia Reale, con l’ultima carica a cavallo della storia militare, per la fanteria alpina essa è sopratutto incentrata sullo stoicismo e l’industriosità mostrati nel sopravvivere durante la ritirata sulla neve.Per trovare qualche atto di valore militare collettivo, bisogna andare a cercare alcune batterie di artiglieria alpina che si immolarono impiegando i loro cannoni per coprire la ritirata dei colleghi. E si, perché gli alpini sono un grande bluff anche nel nome che amano attribuirsi: Il Corpo degli Alpini. Esso non esiste, non è mai esistito. C’è la specialità alpina dell’Arma di Fanteria, e c’è la specialità alpina dell’Arma di Artiglieria.Cari nazisti trentini della facoltà di sociologia, come vedete non avete nulla da temere . E cercate di ispirarvi all’umanita’ dimostrata dal comandante del reparto che fu sterminato proditoriamente in via Rasella da Giorgio Amendola e dai suoi complici senza nessun valido scopo militare,il quale fu invitato a partecipare con i suoi uomini, tutti altoatesini, all’eccidio delle Fosse Ardeatine . Nel rifiutare, egli affermò che lui ed i soldati sopravvissuti erano tutti dei buoni cattolici ,cui non si addiceva la vendetta, onorando così la storia del Principato Vescovile di Trento. Concludo ispirandomi alla foto di copertina del generale Eisenhower col copricapo alpino: visto che storicamente li abbiamo impiegati più nei climi caldi che non in montagna (Mozambico compreso), suggerisco al nuovo presidente del consiglio un gesto simbolico, che riaffermi la nostra consapevolezza di essere fedeli sudditi dell’Impero Americano: mandiamo gli alpini in Siria. Essi rappresentano l’Italia nell’immaginario collettivo globale al pari dei bersaglieri. Ma diversamente da questi ultimi, tradizionalmente pronti a morire eroicamente, gli alpini la sfangano sempre.

Glauco Benigni Spiega – Cos’è e Perché…si Censura?

Glauco BenigniNato nel 1950 a Roma, Glauco Benigni si è laureato in Sociologia con il massimo dei voti e una tesi sulle comunicazioni di massa nel 1976. E’ stato docente di Global Communications presso alcune Universita’ private di Roma. Dal 1994 lavora alla Rai dove e’ stato Responsabile delle Relazioni con la Stampa Estera e […]

Esclusiva – Intervista ad Antonio Ingroia. La trattativa tra Stato-Mafia, La Storia (2° Parte), Conclusioni

Il nostro Collaboratore Fabrizio Ciancio in Esclusiva, per MEDIALEAKS.it, Radio Italiana in Florida, e RF-912 intervista Antonio Ingroia storico PM che si occupò del procedimento e delle indagini sulla Trattativa Stato-Mafia. Ne viene fuori un documento audio molto interessante, esclusivo, da non perdere, diviso per ragione di lunghezza in 2 Parti. In questa 2° Parte […]

Pentiti Comandante Ultimo – Di Nicoló Gebbia Generale dei Carabinieri

Lettera aperta del Generale dei Carabinieri Nicoló Gebbia al Comandante Ultimo

Conobbi Sergio De Caprio quando , ancora tenente, fu trasferito dal Nucleo Operativo di Bagheria alla catturandi di Milano, dove io comandavo la sezione omicidi e rapine . Era l’autunno del 1988. Lui sostituiva Davide Bossone, che era stato destinato a Lodi, e che lasciava un patrimonio di grandissima credibilità, culminata con la cattura sulla riviera adriatica di Vallanzasca, evaso rocambolescamente durante una traduzione carceraria .

Scapolo come me, gli fu assegnata la stanza accanto alla mia, lasciata libera da Umberto Bonaventura,che, avendo alle spalle i successi dell’arresto di Sofri e Bompressi come mandanti dell’omicidio Calabresi(lui però non ne era affatto convinto),aveva ricevuto in premio il comando provinciale di Padova. Lo accompagnai alla Cinque Anelli e gli feci comprare una Yamaha TT 600.

La mattina ci spostavamo da via Vincenzo Monti, dove dormivamo, a via Moscova, dove erano i nostri uffici, lui sulla TT ed io con la mia vecchia XT 500 . Dopo una settimana in cui arrivai sempre primo, quando lui prese dimestichezza con la sua TT non ebbi più chance. Però poco dopo conobbe una bella cronista di nera del Giorno , che usava una semplice Honda 200, e non riusci’ mai a starle dietro, tanto che ne nacque un breve amorazzo.

Fui io a piangerne le conseguenze, perché la fidanzatina che Sergio aveva lasciato a Bagheria, non trovandolo la sera in camera, si sfogava con me, che dividevo con lui una linea duplex. Alla fine credo che si sia consolata, perché smise di chiamare. Quella era l’epoca in cui l’Arma aveva ancora i ROAD, reparti operativi antidroga, ed Ilda era affascinata dal furbacchione che dirigeva quello di Milano, il quale l’aveva convinta che l’indagine da lui condotta congiuntamente alla gendarmeria turca ci avrebbe portati a sgominare tutto il traffico di eroina per l’Europa che passava per Costantinopoli.

Leggi di più a proposito di Pentiti Comandante Ultimo – Di Nicoló Gebbia Generale dei Carabinieri

Esclusiva – Intervista ad Antonio Ingroia. La trattativa tra Stato-Mafia, La Storia (1° Parte)

Il nostro Collaboratore Fabrizio Ciancio in Esclusiva, per MEDIALEAKS.it, Radio Italiana in Florida, e RF-912 intervista Antonio Ingroia storico PM che si occupò del procedimento e delle indagini sulla Trattativa Stato-Mafia. Ne viene fuori un documento audio molto interessante, esclusivo, da non perdere, diviso per ragione di lunghezza in 2 Parti. In questa 1° Parte […]

Ocse & Eurostat – Salari degli Italiani fermi da 10 anni.

A quanto sembra, i dati sono sconcertanti, è più che doppio il fardello Italiano che salta fuori dall’ultimo report Ocse “Tax Wages” sul costo del lavoro in Europa, il cuneo Fiscale e Contributivo è da spavento e non accenna a calare, anzi.

Il Risultato, tutto Italiano, è che le aziende Italiane pagano fior di retribuzioni lorde ma i lavoratori si devono accontentare di stipendi che sono al netto, pari alla metà. Con l’ulteriore verità che, nel confronto con la Spagna, perdiamo, assurdo? No non è così.

Lo dicono i dati Eurostat, come ha spiegato in un contributo abbastanza recente la sociologa Chiara Saraceno:

Di fatto le retribuzioni dei lavoratori Italiani sono rimaste ferme nell’ultimo decennio, al punto tale da non mettere al riparo dal rischio di povertà.

Giusto di ieri i numeri riferiti dall’OCSE attraverso il suo rapporto, definendo la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro, e il reddito netto che viene percepito dai dipendenti, indicando nel solo 2017 il cuneo fiscale che pesa sui lavoratori e datori di lavoro in una percentuale atroce del 47,7% in Italia, con cali irrisori del 0.09% rispetto il 2016.

Leggi di più a proposito di Ocse & Eurostat – Salari degli Italiani fermi da 10 anni.

Governo M5S e PD? Virus letale per l’ Italia

Negli ultimi 5 anni l’ M5S ha fatto di tutto per NON contrastare le devastanti decisioni del Governo Renzi per il nostro Paese ed ora si preannuncia un Governo di larghe intese Movimento 5 Stelle e Partito Democratico in barba alle proteste di molti attivisti dell’ M5S. Comunque vada chi godrà di questa scellerata decisione, […]

USA: la paorola d’ordine è “divide et impera”

Il 25 Aprile la festa della Liberazione dal Nazi Fascismo. Ma quanti crimini sono stati perpetrati negli anni bui d’ Italia dal 1970 al 1993? Forse un giorno avremo una data nel calendario dove verrà festeggiata la “Rinascita della Repubblica Italiana”. Ma temo sia ancora troppo presto. Leggete, documentatevi, risvegliate le vostre coscienze!, cercate nomi […]

L’Assordante silenzio dei Mass Media sulla sentenza Stato Mafia

Cosa c’è che non va? Perché dopo una sentenza storica non c’è stata reazione dei Mass-Media? Eppure la sentenza conferma che la famosa Trattativa Stato-Mafia c’è stata, ma c’è aria di oscuramento. In Sette minuti e cinquanta secondi il giudice Alfredo Montalto sentenzia che la Trattativa tra Cosa nostra e Stato c’è stata, e che […]

Vai alla barra degli strumenti