Nicolò Gebbia – Un Ex Generale dell’Arma Ambasciatore ad Istambul

Nicolò Gebbia

Ex Generale in Pensione dell'Arma dei Carabinieri, La sa lunga sulla Massoneria e altri avvenimenti spinosi accaduti in Italia e non solo.

Qualche mese fa è andato in pensione un mio collega che è l’unico italiano a potere accampare un legittimo diritto di successione per il trono di Costantinopoli, cui ambisce per altra via, quella elettiva,Recep Erdogan. Sarebbe davvero curioso per un generale dei carabinieri , ed i miei 25 lettori credono che io stia celiando. Invece no, è tutto vero. Dobbiamo risalire a qualche anno prima della Grande Guerra, quando un ingegnere triestino fu chiamato a Costantinopoli per ammodernare la rete tranviaria di superficie e sotterranea. Maometto Sesto era un sultano moderno, tanto che sua figlia era stata mandata a studiare in Europa, e parlava uno squisito francese. L’ingegnere italiano era un bel giovanotto molto intraprendente, ed anche lui parlava bene il francese. Fu in quella lingua che nacque il casto idillio fra i due. Tu, che come un colpo di coltello…di Charles Baudelaire fu la poesia che suggellò la nascita di un amore travolgente. Oltre che italiano, l’ingegnere triestino era suddito austroungarico e quindi, invece che una mediterranea seduzione clandestina, chiese in formale udienza al Sultano la mano dell’amata . Quel giorno Maometto Sesto era di buon umore e rispose all’ingegnere che l’ilarità suscitatagli per una profferta tanto inappropriata era l’unico motivo che lo aveva convinto a conservargli la testa sul collo. Comunque fu rimandato a Trieste seduta stante. L’amore non conosce ostacoli però, e nel 1922, quando Maometto Sesto si stabilì in esilio a San Remo, la proposta di matrimonio fu ripresentata e questa volta accettata.A condizione che la prole fosse allevata nella religione del Profeta. La coppia ebbe un unico figlio, che fece il medico, ed a sua volta genero’ un altro unico figlio, il mio collega, col quale non ho mai parlato di religione. Tuttavia il fatto che si chiami Fabrizio mi induce a ritenere che non sia particolarmente devoto al profeta. Oggi abbiamo fatto colazione insieme e posso assicurarvi che ha bevuto un bicchiere di vino rosso, ordinato maialetto alla sarda e sorriso con garbo quando gli ho fatto osservare che è il primo giorno di Ramadan ed avrebbe dovuto digiunare fino al tramonto. Abbiamo parlato di donne, entrambi siamo sposati con una farmacista, ed entrambi ci annoiamo mentre le nostre mogli distribuiscono aspirine e purganti.E’ un’amicizia antica la nostra, e l’uno sopporta i difetti dell’altro, cosicché lui accetta che io sia da sempre un trozkista ed io che lui sia dichiaratamente di destra. In gioventù capito’ una volta che gli invidiassi questa sua propensione, e fu quando amoreggiava con Monica Guerritore, la donna più sensuale della mia generazione. Non capivo come mai lei, dichiaratamente di sinistra, lo potesse preferire. Ma fu Monica che chiari’ l’arcano, quando spiegò che ogni donna preferisce fare l’amore con un uomo di destra, perché solo lui sa dominarla. Tempo dopo passammo una vacanza a Cipro e ad un posto di blocco turco, quando esibimmo i passaporti, l’ufficiale della gendarmeria si mise sull’attenti davanti a Fabrizio, e dopo essersi tolto il berretto gli bacio’ la mano.Compresi allora fino a che punto, malgrado la rivoluzione laica ,in ogni turco sia tanto forte la nostalgia per l’impero ottomano, e tanto ancora immanente la devozione per la dinastia che li ha resi grandi. È per questo che propongo a Salvini e DiMaio di aggiungere un punto al loro concordato programma:nominare il mio collega ambasciatore a Costantinopoli. In questo senso egli è una riserva della Repubblica.

Autore dell'articolo: Giuseppe